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Tutto pronto per il Giro d’Italia 2026, edizione numero 109 della storia
Si è aperta la settimana che per gli appassionati di grande ciclismo culminerà venerdì 8 maggio con la partenza del Giro d’Italia 2026, un giorno segnato da tempo in calendario, data d’inizio di una nuova ed entusiasmante avventura, che quest’anno scatterà per la prima volta dalla Bulgaria. Sarà l’edizione numero 109 di una storia inaugurata nel 1909 e che nel corso degli anni ha regalato epiche imprese. Sarà il primo Grande Giro di questa stagione e ci sono tutti gli ingredienti per vivere tre settimane spettacolari.
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Da Nessebar a Roma, un viaggio di 3468 chilometri da percorrere in 21 tappe con un dislivello totale di 48.700 metri da vivere tutti d’un fiato. Percorso equilibrato e tappe insidiose in programma già nella prima parte, con particolare attenzione agli arrivi sul Blockhaus e a Corno alle Scale. La cronometro individuale sarà un test molto importante per chi punta al successo finale, anche se a fare la differenza saranno le ultime giornate: la tappa di Pila di sabato 23 maggio, quella svizzera con arrivo a Carì di martedì 26 e ovviamente le ultime due frazioni prima dell’epilogo di Roma:
- il tappone dolomitico che parte da Feltre e si conclude ad Allege – Piani di di Pezzè (dove vinse Marco Pantani al Giro d’Italia Dilettanti 1992) dopo aver scalato, prima dell’erta finale, i passi Duran, Staulanza (con la variante di Coi), Giau (Cima Coppi) e Falzarego.
- la penultima giornata di gara con partenza da Gemona del Friuli, in ricordo del terribile terremoto del 6 maggio 1976, ripercorrendone il cratere prima di scalare due volte Piancavallo.
L’edizione 109 del Giro d’Italia sarà caratterizzata da una cronometro (40,2 km in terra toscana, da Viareggio a Massa), 8 tappe di pianura, 7 di media montagna e 5 di alta montagna, con 7 arrivi in salita. Il Passo Giau con i suoi 2233 metri di altitudine, sarà per la quarta volta Cima Coppi del Giro. Era già accaduto nel 1973 (passaggio per primo in vetta dello spagnolo José Manuel Fuente), nel 2011 (passaggio per primo in vetta dell’italiano Stefano Garzelli) e nel 2021 (passaggio per primo in vetta del colombiano Egan Bernal).
La Montagna Pantani sarà il Piani di Pezzè mentre la Tappa Bartali sarà la crono tutta toscana che da Viareggio porterò a Massa. Saranno 3 i giorni di riposo, tutti di lunedì. Le frazioni interamente straniere saranno quattro contando oltre alle tre iniziali in Bulgaria, anche la Bellinzona-Carì, tutta in territorio elvetico.
La storia del Giro è iniziata il 13 maggio del 1909 con la tappa Milano – Bologna di 397 chilometri vinta dall’italiano Dario Beni (edizione che poi vide il successo di Luigi Ganna) e ha vissuto l’atto più recente nel 2025 con il successo finale alla Corsa Rosa del britannico Simon Yates a ribaltare la classifica sul Colle delle Finestre a scapito del messicano Isaac Del Toro
La Corsa Rosa ha raccontato la storia del nostro paese, evidenziando la bellezza della nostra penisola, accompagnando generazioni di uomini e donne, esaltando le imprese di tanti campioni che hanno scritto leggendarie pagine di ciclismo.
In attesa che il Giro d’Italia 2026 prenda il via, andiamo a scoprire alcune interessanti statistiche sulla storia di ultra-centenaria della corsa più amata!

Storia Giro d’Italia: i migliori ciclisti di sempre
La classifica individuale per numero di vittorie alla corsa rosa vede al comando tre miti del ciclismo mondiale, appaiati a quota 5:
- Alfredo Binda (Italia) vincitore nel 1925, nel 1927, nel 1928, nel 1929 e nel 1933
- Fausto Coppi (Italia) vincitore nel 1940, nel 1947, nel 1949, nel 1952 e nel 1953)
- Eddy Merckx (Belgio) vincitore nel 1968, nel 1970, nel 1972, nel 1973 e nel 1974)
A quota tre affermazioni ci sono il francese Bernard Hinault e gli altri portacolori italiani Giovanni Brunero, Gino Bartali, Fiorenzo Magni e Felice Gimondi, mentre con due trionfi troviamo altri 14 corridori: gli azzurri Galetti, Girardengo, Valetti, Balmamion, Saronni, Gotti, Simoni, Savoldelli, Basso e Nibali, il francese Anquetil, il lussemburghese Gaul, gli iberici Indurain e Contador
Nel complesso sono 71 coloro hanno vinto almeno una delle 107 edizioni individuali del Giro, ultimo dei quali in ordine cronologico il britannico Simon Yates. I ciclisti con un singolo trionfo sono quindi 49.
Gimondi è il primatista assoluto per numero complessivo di podi, ben 9: le vittorie conquistate nel 1967, nel 1969 e nel 1976, i secondi posti centrati nel 1970 e nel 1973 (sempre alle spalle di Merckx) e le terze posizioni ottenute nel 1965, nel 1968, nel 1974 e nel 1975. A quota 7 piazzamenti tra i migliori tre ci sono invece Fausto Coppi (le già citate cinque vittorie e due secondi posti) e Gilberto Simoni (due successi, un secondo e quattro terzi posti).
I ciclisti arrivati almeno una volta tra i migliori tre della graduatoria finale sono in totale 175, di cui 104 mai saliti sul gradino più alto del podio. Da segnalare i quattro piazzamenti tra i migliori tre senza però mai centrare il massimo risultato degli italiani Bartolomeo Aymo (una volta secondo e tre volte terzo) e Italo Zilioli (tre volte secondo e una volta terzo).
Statistiche Giro d’Italia: la classifica per nazioni
In attesa del Giro d’Italia 2026, andiamo a dare uno sguardo alla classifica per nazioni relativa alle vittorie centrate nelle 107 edizioni individuali della corsa rosa disputate dal 1909 al 2025 (ricordando che nel 2012 la competizione fu a squadre e che a centrare il successo fu l’Atala).
l’Italia domina la graduatoria con 68 trionfi, 66 seconde posizioni e 71 terzi posti, per un totale di 205 podi. Gli azzurri vincitori Giro d’Italia sono nel complesso 42 e che conta tanti nomi illustri: da Luigi Ganna che si impose nel 1909 firmando la prima edizione in assoluto fino a Vincenzo Nibali, ultimo re azzurro nell’ormai lontano 2016, anno in cui lo “Squalo” bissò il titolo centrato nel 2013).
Nel complesso 99 i ciclisti italiani che si sono classificati tra i migliori tre nella storia della Corsa Rosa, 57 dei quali quindi senza riuscire a centrare il massimo risultato. L’ultimo podio per i nostri colori resta il 2° posto collezionato da Damiano Caruso nel 2021 alle spalle del colombiano Bernal.
Il Belgio occupa il secondo posto nella graduatoria per nazioni con 7 successi, seguito dalla Francia con 6 e dalla Spagna con 4. Sono state fin qui 17 le nazioni capaci di trionfare almeno una volta nella storia del Giro d’Italia, ultima in ordine cronologico la Slovenia a segno per la prima volta alla corsa rosa 2023 con Primoz Roglic e poi al bis immediato al Giro 2024 grazie al trionfo di Tadej Pogacar. Nel complesso invece 22 i paesi saliti sul podio, ultimo dei quali il Messico, lo scorso anno, in virtù del secondo posto di Isaac Del Toro.
Percorso Giro d’Italia 2026: le 21 tappe
Il Giro d’Italia 2026 scatterà dalla Bulgaria e farà il suo rientro in territorio nazionale martedì 12 maggio a Catanzaro. Il gran finale domenica 31 maggio a Roma. Ecco nel dettaglio le 21 frazioni della Corsa Rosa.
- 1ª tappa – venerdì 8 maggio: Nessebar (Bulgaria) – Burgas (Bulgaria) di 147 km
- 2ª tappa – sabato 9 maggio: Burgas (Bulgaria) – Valiko Tarnovo (Bulgaria) di 221 km
- 3ª tappa – domenica 10 maggio: Plovdiv (Bulgaria) – Sofia (Bulgaria) di 175 km
- riposo lunedì 11 maggio
- 4ª tappa – martedì 12 maggio: Catanzaro – Cosenza di 138 km
- 5ª tappa – mercoledì 13 maggio: Praia a Mare – Potenza di 203 km
- 6ª tappa – giovedì 14 maggio: Paestum – Napoli di 142 km
- 7ª tappa – venerdì 15 maggio: Formia – Blockhaus di 244 km
- 8ª tappa – sabato 16 maggio: Chieti – Fermo di 156 km
- 9ª tappa – domenica 17 maggio: Cervia – Corno alle Scale di 184 km
- riposo lunedì 18 maggio
- 10ª tappa – martedì 19 maggio: Viareggio – Massa (cronometro individuale) di 42 km
- 11ª tappa – mercoledì 20 maggio: Porcari – Chiavari di 195 km
- 12ª tappa – giovedì 21 maggio: Imperia – Novi Ligure di 175 km
- 13ª tappa – venerdì 22 maggio: Alessandria – Verbania di 189 km
- 14ª tappa – sabato 23 maggio: Aosta – Pila di 133 km
- 15ª tappa – domenica 24 maggio: Voghera – Milano di 157 km
- riposo lunedì 25 maggio
- 16ª tappa – martedì 26 maggio: Bellinzona (Svizzera) – Carì (Svizzera) di 113 km
- 17ª tappa – mercoledì 27 maggio: Cassano d’Adda – Andalo di 202 km
- 18ª tappa – giovedì 28 maggio: Fai della Paganella – Pieve di Soligo di 168 km
- 19ª tappa – venerdì 29 maggio: Feltre – Alleghe (Piani di Pezzè) di 151 km
- 20ª tappa – sabato 30 maggio: Gemona del Friuli 1976-2026 – Piancavallo di 200 km
- 21ª tappa – domenica 31 maggio: Roma – Roma di 131 km
Jonas Vingegaard il principale tra i favoriti Giro d’Italia 2026
La lista dei principali favoriti Giro d’Italia 2026 è sicuramente capitanata da Jonas Vingegaard. Il campione danese ha vinto il Tour de France nel 2022 e nel 2023 e la Vuelta di Spagna nel 2025 e quest’anno correrà per la prima volta in carriera la Corsa Rosa. Parte almeno un gradino sopra rispetto agli avversari e in caso di successo finale diventerebbe l’ottavo corridore nella storia ad aggiudicarsi tutti e tre i Grandi Giri. Ecco chi ci è riuscito fino a questo momento:
- Jacques Anquetil (Francia): cinque Tour de France, due Giro d’Italia, una Vuelta di Spagna. Tripla corona conseguita nel 1963
- Felice Gimondi (ITALIA): un Tour de France, tre Giro d’Italia, una Vuelta di Spagna. Tripla corona conseguita nel 1968
- Eddy Merckx (Belgio): cinque Tour de France, cinque Giro d’Italia, una Vuelta di Spagna. Tripla corona conseguita nel 1973
- Bernard Hinault (Francia): cinque Tour de France, tre Giro d’Italia, due Vuelta di Spagna. Tripla corona conseguita nel 1980
- Alberto Contador (Spagna): due Tour de France, due Giro d’Italia, tre Vuelta di Spagna. Tripla corona conseguita nel 2008
- Vincenzo Nibali (ITALIA): un Tour de France, due Giro d’Italia, una Vuelta di Spagna. Tripla corona conseguita nel 2014
- Chris Froome (Gran Bretagna): quattro Tour de France, uno Giro d’Italia, due Vuelta di Spagna. Tripla corona conseguita nel 2018
Vingegaard diventerebbe in caso di successo finale anche il primo danese a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Giro d’Italia. Finora nessun suo connazionale è mai riuscito nemmeno a salire sul podio. In stagione Jonas ha già conquistato 6 successi, tutti tra l’altro ottenuti in gare World Tour. Nelle competizioni del principale circuito UCI disputate finora solo lo sloveno Pogacar ha fatto meglio (9 sigilli).
L’Italia punta forte su Giulio Pellizzari che dopo il trionfo al Tour of the Alps 2026 cerca nell’anno della sua terza partecipazione al Giro d’Italia un podio che sarebbe di grande prestigio. Per lui e per tutto il movimento azzurro. Lo scorso anno fu 6° sia alla Corsa Rosa che alla Vuelta di Spagna.
Tra i partenti ci sono due corridori che in carriera hanno già vinto il Giro d’Italia e che potrebbero essere tra i rivali principali di Vingegaard: il colombiano Egan Bernal vincitore nel 2021 (e 7° lo scorso anno) e l’australiano Jai Hindley vincitore nel 2022 (dopo il secondo posto del 2020).
Tra i possibili favoriti Giro d’Italia 2026 almeno per un piazzamento sul podio anche il britannico Adam Yates, il canadese Derek Gee, l’austriaco Felix Gall, l’olandese Thymen Arensman e gli australiani Michael Storer, Ben O’Connor. Tra le possibili sorprese per un risultato di prestigio gli azzurri Giulio Ciccone e Alessandro Pinarello, il colombiano Santiago Buitrago e il belga Lennert Van Eetvelt.
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Statistiche Giro d’Italia: curiosità in pillole, prima parte
Ecco alcuni dati curiosi su questa edizione del Giro d’Italia e sulla storia della competizioni. In numeri:
- 42 i corridori italiani al via sui 184 che prenderanno parte al Giro d’Italia 2026. Si tratta del dato più basso di sempre sia in termini assoluti perché inferiore rispetto al precedente primato negativo fatto registrare nel 2024. Due anni fa infatti gli azzurri erano 43, quindi uno in più, su un totale di 176. La quota italiana scende dal 24,43% al 22,83%. Dodici mesi fa gli italiani presenti alla Corsa Rosa erano 48.
- 62 le volte in cui il Giro d’Italia si è aperto con il successo di un italiano sulle 97 complessive in cui la Corsa Rosa è cominciata con una frazione individuale. L’ultimo azzurro capace di aggiudicarsi la prima tappa è stato Filippo Ganna nel 2021, nella cronometro di Torino.
- 42 le tappe vinte dall’italiano Mario Cipollini, primatista assoluto di successi parziali nella storia della Corsa Rosa, seguito a quota 41 da Alfredo Binda, a 31 da Learco Guerra e a 30 da Costante Girardengo. Il miglior straniero in questo caso è il belga Eddy Merckx, quinto nella classifica all-time con 25 frazioni conquistate. Mario Cipollini ha firmato il primo successo nel 1989 a Mira e l’ultimo nel 2003 a Montecatini Terme
- 207 tappe vinte dai corridori italiani sulle 535 individuali che si sono disputate al Giro d’Italia dal 2000 al 2025, per una percentuale pari al 28,22%. Al secondo posto con 39 frazioni conquistate l’Australia, al terzo con 37 la Spagna. Classifica dominata dai nostri rappresentanti soprattutto in virtù di quanto accaduto dal 2000 al 2009 con ben 122 tappe vinte sulle 212 complessivamente corse, per una percentuale pari al 58,94%.
- 86 tappe consecutive senza corridori italiani in maglia rosa rappresentano il periodo di digiuno più lungo, spezzato il 17 maggio dello scorso anno a Castelraimondo nell’ottava frazione da Diego Ulissi. Prima di lui l’ultimo a indossare il simbolo del primato alla corsa color Gazzetta era stato Alessandro De Marchi nella quinta tappa dell’edizione 2021.
Il ciclismo italiano ha sempre vinto tappe in tutte le edizioni del Giro d’Italia. Il record negativo riguarda le edizioni del 2017 e del 2025, chiuse con un solo successo. Nel 2017 l’onore fu salvato da Vincenzo Nibali nella tappa 16 a Bormio, lo scorso anno da Christian Scaroni nella frazione numero 16 a San Valentino (Brentonico).

Per la sedicesima volta il Giro d’Italia partirà dall’estero
Il Giro d’Italia 2026 con partenza dalla Bulgaria sarà il sedicesimo di sempre che prenderà il via dall’estero. Ecco i precedenti, con le nazioni ospitanti e con il nome del corridore che alla fine ha centrato il successo:
- nel 1965 da San Marino – trionfo di Vittorio Adorni (ITALIA)
- nel 1966 da Montecarlo (PRINCIPATO DI MONACO) – trionfo di Gianni Motta (ITALIA)
- nel 1973 da Verviers (BELGIO) – trionfo di Eddy Merckx (Belgio)
- nel 1974 da Città del Vaticano – trionfo di Eddy Merckx (Belgio)
- nel 1996 da Atene (GRECIA) – trionfo di Pavel Tonkov (Russia)
- nel 1998 da Nizza (FRANCIA) – trionfo di Marco Pantani (ITALIA)
- nel 2002 da Groningen (OLANDA) – trionfo di Paolo Savoldelli (ITALIA)
- nel 2006 da Seraing (BELGIO) – trionfo di Ivan Basso (ITALIA)
- nel 2010 da Amsterdam (OLANDA) – trionfo di Ivan Basso (ITALIA)
- nel 2012 da Herning (DANIMARCA) – trionfo di Ryder Hesjedal (Canada)
- nel 2014 da Belfast (IRLANDA DEL NORD) – trionfo di Nairo Quintana (Colombia)
- nel 2016 da Apeldoorn (OLANDA) – trionfo di Vincenzo Nibali (ITALIA)
- nel 2018 da Gerusalemme (ISRAELE) – trionfo di Chris Froome (Gran Bretagna)
- nel 2022 da Budapest (UNGHERIA) – trionfo di Jai Hindley (Australia)
- nel 2025 da Durazzo (ALBANIA) – trionfo di Simon Yates (Gran Bretagna)
Per il ciclismo italiano quindi 7 vittorie su 15 volte in cui il Giro è partito dall’estero, ultima delle quali nel 2016, grazie a Nibali.
Per l’ottava volta la Corsa Rosa terminerà a Roma
La Corsa Rosa si concluderà per l’ottava volta a Roma, come già accaduto nel 1911, nel 1950, nel 2009, nel 2018, nel 2023, nel 2024 e nel 2025. Nei sette precedenti in cui il Giro è terminato nella capitale soltanto una volta a centrare il successo è stato un corridore azzurro. Ed è trascorso più di un secolo. Ecco chi è salito sul gradino più alto del podio quando il Giro ha vissuto l’ultimo atto a Roma:
- 1911 vittoria di Carlo Galetti (ITALIA)
- 1950 vittoria di Hugo Koblet (Svizzera)
- 2009 vittoria di Denis Menchov (Russia)
- 2018 vittoria di Chris Froome (Gran Bretagna)
- 2023 vittoria di Primoz Roglic (Slovenia)
- 2024 vittoria di Tadej Pogacar (Slovenia)
- 2025 vittoria di Simon Yates (Gran Bretagna)
Slovenia e Gran Bretagna sono state le uniche nazioni a primeggiare per due volte, mentre l‘ultimo podio del ciclismo italiano con il Giro terminato a Roma resta il terzo posto centrato nel 2009 da Ivan Basso (in seguito alla squalifica dell’altro azzurro Franco Pellizotti).
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