SOMMARIO
Esito a sorpresa: Brandon McNulty è il Campione del Mondo 2026
Il vincitore che non ti aspetti al termine di un Mondiale veramente difficile da decifrare, incerto e pazzo come non si vedeva da tempo. Brandon McNulty si è laureato Campione del Mondo 2026 di ciclismo firmando una delle sorprese più clamorose del nuovo millennio, probabilmente persino superiore ai successi ottenuti nel 2013 da Rui Costa e nel 2014 da Michal Kwiatkowski. Il portoghese a Firenze e il polacco a Ponferrada non erano tra i favoriti, ma in stagione avevano comunque centrato vittorie, mentre lo statunitense è arrivato a Montreal senza aver ottenuto nemmeno un successo in questo 2026.
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Corsa folle, ma titolo assolutamente meritato per il bravissimo McNulty che ha corso alla grande sfruttando l’occasione della vita. Ha allungato a circa 32 km dal traguardo approfittando di un momento di relativa tranquillità nel gruppetto dei big e ha subito guadagnato un vantaggio importante. Tra i grandi favoriti della vigilia nessuno ha saputo veramente prendere in mano la corsa e così per lo statunitense si sono spalancate le porte del paradiso sportivo.
Nel penultimo e poi soprattutto nell’ultimo giro un paio di rasoiate di Pidcock e Van der Poel hanno fatto ridurre il divario, ma quando l’avventura del ventottenne corridore a stelle e strisce sembrava volgere al termine, i favoriti hanno di nuovo rallentato perdendo in entrambi i casi la possibilità di chiudere definitivamente il buco e di aprire di nuovo la corsa.
Così Brandon McNulty ha potuto completare l’opera diventando Campione del Mondo 2026 con un finale di grande sostanza. Ha vinto con merito, andando forte e capitalizzando il gioco di squadra messo in campo dagli Stati Uniti (superlativi Jorgenson e Simmons), ma è stato anche agevolato dalla controprestazione e dai tanti errori commessi, a nostro avviso, dai favoriti.
Il problema, forse, è che nessuno ha avuto veramente la personalità e la determinazione di prendere in mano la corsa e di tentare il tutto per tutto. Ci hanno provato da lontano Van Aert e Van der Poel, ma a conti fatti hanno speso troppe energie perdendo brillantezza nel momento topico della corsa. Il belga si è messo a disposizione del compagno Evenepoel, l’olandese ha tenuto duro e ha portato a casa un comunque prezioso bronzo, ma per come si è poi sviluppata la corsa, ha forse perso una chance.
A posteriori potevano gestire meglio la situazione (non avendo la condizione forse per un attacco da così lontano), ma perlomeno ci hanno provato e hanno reso entusiasmante quella fase di corsa. Il coraggio a loro non ha fatto difetto e questo va rimarcato. Difficile da comprendere invece la condotta di gara di Evenepoel che è rimasto quasi sempre fuori dai giochi, staccandosi a più riprese, salvo poi tornare sotto, provare la rincorsa a McNulty e poi staccarsi di nuovo. Era il principale favorito per il successo dei Mondiali di Ciclismo 2026 e non ha rispettato le attese.
L’australiano Matthews è stato immenso e dopo una stagione difficile, e per di più su un percorso giudicato da molti troppo difficile per lui, ha tenuto duro conquistando la quarta medaglia della sua carriera, mentre al di sotto delle aspettative è stata la prova degli altri due grandi favoriti della vigilia per conquistare la maglia iridata: Del Toro e Seixas. Il messicano ha corso sempre all’inseguimento e nel momento in cui era chiamato a fare la differenza ha pagato dazio, il francese ha fatto lavorare a tutta la squadra nella parte centrale ma ha poi perso smalto chiudendo addirittura con i crampi.
Sono entrambi giovani e avranno modo di rifarsi perché hanno talento. Tra i big, prova positiva per il britannico Pidcock che assieme al bravissimo azzurro Ciccone hanno più volte provato a sparigliare le carte. Entrambi sono stati protagonisti anche se poi alla fine non hanno raccolto quanto avrebbero meritato. Tra chance sprecate e momenti gestiti senza troppa lucidità, la strada ha emesso il suo verdetto, premiando il corridore che meglio ha interpretato la corsa e la squadra che tatticamente ha svolto il lavoro più convincente.
E allora non sarà l’esito che in molti prevedevano, ma McNulty è con pieno merito il Campione del Mondo 2026 di ciclismo. Gli Stati Uniti sono stati la squadra nettamente più forte.
Nota a margine prima delle statistiche, e opinione della nostra redazione. La corsa è stata incerta e pazza, in tanti momenti anche divertente e aperta a ogni ipotesi, ma tecnicamente non certo di altissimo livello. Ha vinto chi ha sbagliato di meno, non si sono visti attacchi significativi da parte dei corridori più attesi e la condotta di gara dei favoriti è stata non certo esemplare. A nostro avviso incertezza non fa rima con spettacolo e con corsa di alto livello.
Questa, naturalmente, è la lettura della nostra redazione e non pretende di essere verità assoluta: una corsa può essere giudicata in maniera molto diversa a seconda di ciò che si cerca in una gara ciclistica. Del resto, passateci la battuta, tutti i gusti sono giusti.
Ordine d’arrivo Mondiali di Ciclismo 2026: il successo di McNulty
Lo statunitense Brandon McNulty ha vinto la prova in linea dei Mondiali Ciclismo 2026 coprendo i 273,4 km di gara in 6 ore 17 minuti e 4 secondi e si è così aggiudicato la maglia iridata. Al secondo posto, con un ritardo di 13″, l’australiano Michael Matthews che ha regolato allo sprint l’olandese Mathieu Van der Poel e l’altro corridore a stelle e strisce Quinn Simmons.
Cronometrati a 14″ il messicano Isaac Del Toro, il danese Mads Pedersen, il britannico Thomas Pidcock, l’altro statunitense Matteo Jorgenson, l’italiano Giulio Ciccone e l’irlandese Ben Healy. A 22″ lo svizzero Mauro Schmid, a 25″ il belga Remco Evenepoel e a 2’08” lo spagnolo Juan Ayuso.
In totale 58 i corridori che hanno portato a termine i Mondiali Ciclismo 2026, compresi altri tre azzurri: Christian Scaroni 18° a 3’12”, Davide Piganzoli 20° a 3’20” e Lorenzo Mark Finn 55° a 10’00”.
Statistiche Mondiali Ciclismo: McNulty è il 74° Campione del Mondo
Brandon McNulty si è laureato Campione del Mondo 2026 ed è diventato il 74° corridore nella storia a conquistare il titolo iridato, il terzo statunitense sulle 93 edizioni fin qui disputate. Diventano in totale 4 i titoli vinti dalla nazionale a stelle e strisce. Ecco il dettaglio:
- Greg Lemond nel 1983 ad Altenrhein in Svizzera e nel 1989 a Chambéry in Francia
- Lance Armstrong nel 1993 a Oslo in Norvegia
- Brandon McNulty nel 2026 a Montreal in Canada
Gli Stati Uniti si sono portati al sesto posto della classifica all-time per nazioni guidata dal Belgio con 27 ori (poi 19 l’Italia, 10 la Francia, 8 i Paesi Bassi e 6 la Spagna) e hanno quindi ritrovato il massimo risultato dopo ben 32 edizioni di digiuno. Tra i 18 Paesi che hanno vinto almeno una volta il titolo iridato, è la Germania a vantare il digiuno più lungo: non conquista il successo dal 1966 (sigillo di Rudy Altig).
Sono diventate 6 le medaglie statunitensi nella storia dei Mondiali Ciclismo, considerando anche i due argenti ottenuti nel 1982 e nel 1985 sempre da Lemond.
Brandon McNulty era stato iridato nella prova a cronometro tra gli junior nel 2016 a Doha in Qatar e nelle sue tre precedenti partecipazioni alla corsa in linea élite non era mai stato protagonista: nel 2020 e nel 2021 si era ritirato, nel 2024 era stato 17°. Nella massima categoria finora aveva ottenuto come migliori risultati le vittorie di tappa al Giro d’Italia 2023 (a Bergamo) e alla Vuelta di Spagna 2024 (la crono di Oeiras) e il Gp Montreal, proprio su queste strade, nel 2025.
McNulty ha festeggiato la prima vittoria stagionale laureandosi Campione del Mondo 2026, vivendo la gioia più grande della sua carriera e diventando inoltre il 181° corridore a salire sul podio nella storia della competizione. L’ultimo corridore a conquistare il primo successo in stagione nella gara in linea dei Mondiali di Ciclismo era stato lo spagnolo Oscar Freire nel 1999, anno in cui festeggiò il primo dei suoi tre trionfi.
Per Michael Matthews e Mathieu Van der Poel la medaglia di Montreal non è infatti stata la prima della carriera. L’australiano ha ottenuto la quarta, contando anche l’argento del 2015 e i bronzi raccolti nel 2017 e 2022. Tre i podi dell’olandese, contando il titolo del 2023 e il terzo posto del 2024.
Per l’Australia le medaglie totali nella storia dei Mondiali di Ciclismo diventano 10 (1-6-3), per i Paesi Bassi 21 (8-5-8). Per la quinta volta su 93 edizioni i ciclisti europei non hanno festeggiato il successo (considerando oltre alle 4 affermazioni statunitensi anche quella dell’australiano Cadel Evans nel 2009 a Mendrisio) e per la prima volta in assoluto non sono arrivati nelle prime due posizioni.
Sono diventati tre i Mondiali Ciclismo disputati in Canada. Ecco come è andata la corsa per professionisti in queste tre occasioni.
- nel 1974 a Montreal vittoria di Eddy Merckx (Belgio) con 2″ su Raymond Poulidor (Francia) e 37″ su Mariano Martinez (Francia). Miglior italiano Giacinto Santambrogio 4° a 39″.
- nel 2003 ad Hamilton vittoria di Igor Astarloa (Spagna) con 5″ su Alejandro Valverde (Spagna) e Peter Van Petegem (Belgio). Miglior italiano Paolo Bettini, 4° con lo stesso distacco.
- nel 2026 a Montreal vittoria di Brandon McNulty (Stati Uniti) con 13″ su Michael Matthews (Australia) e Mathieu Van der Poel. Miglior italiano Giulio Ciccone, 9° a 14″.

E l’Italia?
L’Italia ha corso bene, ma nonostante questo non è riuscita a interrompere il suo lungo digiuno. L’ultimo dei 19 successi azzurri resta quello firmato nel 2008 da Alessandro Ballan, mentre l’ultima delle 56 medaglie resta quella d’argento conquistato nel 2019 da Matteo Trentin. Salgono a 18 le edizioni senza trionfi. Buona la prova di Giulio Ciccone che ha concluso al 9° posto bissando quindi il piazzamento in top ten dello scorso anno.
A Kigali fu 6° ma chiuse a 6’47” dall’inarrivabile Pogacar, a Montreal 2026 è stato in lotta fino all’ultimo metro per salire sul podio. Non ci è riuscito, ma è stato comunque all’altezza delle aspettative.
Mondiali Ciclismo 2026: i vincitori di tutte le gare iridate
La rassegna iridata di Montreal 2026 si è aperta domenica 20 settembre e si è conclusa oggi con la gara più attesa. Ecco i risultati di tutte le tredici competizioni disputate, di cui dodici individuali e una a squadre: sette a cronometro e sei in linea.
- cronometro donne elite, di 39,2 km: medaglia d’oro per Marlen Reusser (Svizzera) alla media di 46,660 km/h; argento per Zoe Backstedt (Gran Bretagna) a 40″; bronzo per Franziska Koch (Germania) a 46″. Miglior italiana Elisa Longo Borghini, 4° posto a 50″. In top ten anche Vittoria Guazzini, 10° a 2’05”:
- cronometro uomini elite, di 39,2 km: medaglia d’oro per Remco Evenepoel (Belgio) alla media di 52,400 km/h; argento per FILIPPO GANNA (ITALIA) a 57″; bronzo per Paul Seixas (Francia) a 1’13”:
- cronometro under 23 donne, di 20,3 km: medaglia d’oro per Felicity Wilson-Haffenden (Australia) alla media di 44,005 km/h; argento per Nienke Vinke (Paesi Bassi) a 28″; bronzo per Luca Vierstraete (Belgio) a 45″. Nessuna italiana ha partecipato a questa competizione;
- cronometro under 23 uomini, di 31,3 km: medaglia d’oro per Ryan Gall (Paesi Bassi) alla media di 50,166 km/h; argento per NICOLAS MILESI (ITALIA) a 7″; bronzo per Hector Alvarz (Spagna) a 12″;
- cronometro a squadre mista, di 40,6 km: medaglia d’oro per l’ITALIA (Vittoria Guazzini, Elisa Longo Borghini, Monica Trinca Colonel, Mattia Cattaneo, Filippo Ganna, Matteo Sobrero) alla media di 47,266km/h; argento per la Francia (Marion Borras, Juliette Berthet, Cédrine Kerbaol, Bruno Armirail, Rémi Cavagna, Jordan Labrosse) a 8″; bronzo per la Svizzera (Jasmin Liechti, Marlen Reusser, Noemi Rüegg, Mauro Schmid, Stefan Bissegger, Stefan Küng) a 20″;
- cronometro junior uomini, di 20,3 km: medaglia d’oro per Benjamin Noval (Spagna) alla media di 48,163 km/h; argento per Vic De Smet (Belgio) a 6″; bronzo per Malthe Risbjerg (Danimarca) a 17″. Miglior italiano Patrik Pezzo Rosola, 5° posto a 21″;
- cronometro junior donne, di 10,7 km: medaglia d’oro per Maria Okrucinska (Polonia) alla media di 41,983 km/h; argento per Yana Decruyenaere (Belgio) a 12″; bronzo per Aalia Clay (Gran Bretagna) a 25″. Miglior italiana Matilde Rossignoli, 8° posto a 42″;
- gara in linea under 23 donne, di 134 km: medaglia d’oro per Viktoria Chadonova (Slovacchia); argento per Isabella Holmgren (Canada) st; bronzo per Fleur Moors (Belgio) a 33″. Miglior italiana Eleonora Ciabocco, 14° posto a 2’05”;
- gara in linea junior uomini, di 134 km: medaglia d’oro per Benjamin Noval (Spagna); argento per Simon Defrance (Francia) a 42″; bronzo per Elias Wandel (Svezia) a 2’12”. Miglior italiano Brandon Fedrizzi, 7° posto a 2’26”. In top ten anche Patrik Pezzo Rosola, 10° a 2’26”;
- gara in linea under 23 uomini, di 174,2 km: medaglia d’oro per Ashlin Barry (Stati Uniti); argento per Hector Alvarez (Spagna) a 53″; bronzo per Jesper Stiansen (Norvegia) a 53″. Miglior italiano Matteo Scalco, 6° posto a 55″. In top ten anche Mattia Negrente, 7° a 1’19”;
- gara in linea junior donne, di 80,4 km: medaglia d’oro per Alejandra Nejra (Spagna); argento per MATILDE ROSSIGNOLI (ITALIA) st; bronzo per Anja Grossmann (Svizzera) st;
- gara in linea donne elite, di 180,4 km: medaglia d’oro per Demi Vollering (Paesi Bassi); argento per Kasia Niewiadoma (Polonia) a st; bronzo per ELISA LONGO BORGHINI (ITALIA) a 4″;
- gara in linea uomini elite, di 273,4 km: medaglia d’oro per Brandon McNulty (Stati Uniti); argento per Michael Matthews (Australia) a 13″; bronzo per Mathieu Van der Poel (Paesi Bassi) a 13″. Miglior italiano Giulio Ciccone, 9° posto a 14″.

Medagliere Mondiali Ciclismo 2026: primato per la Spagna
Sono state 9 le nazioni a conquistare almeno un oro nelle 13 corse disputate ai Mondiali di Montreal 2026 e 16 in totale a salire sul podio in almeno una circostanza. Ecco il resoconto completo.
Medagliere Mondiali Ciclismo su strada 2026: tutte le gare
| POSIZIONE | NAZIONE | ORI | ARGENTI | BRONZI | TOTALE |
|---|---|---|---|---|---|
| 1° | Spagna | 3 | 1 | 1 | 5 |
| 2° | Paesi Bassi | 2 | 1 | 1 | 4 |
| 3° | Stati Uniti | 2 | 0 | 0 | 2 |
| 4° | ITALIA | 1 | 3 | 1 | 5 |
| 5° | Belgio | 1 | 2 | 2 | 5 |
| 6° | Polonia | 1 | 1 | 0 | 2 |
| 6° | Australia | 1 | 1 | 0 | 2 |
| 8° | Svizzera | 1 | 0 | 2 | 3 |
| 9° | Slovacchia | 1 | 0 | 0 | 1 |
| 10° | Francia | 0 | 2 | 1 | 3 |
| 11° | Gran Bretagna | 0 | 1 | 1 | 2 |
| 12° | Canada | 0 | 1 | 0 | 1 |
| 13° | Svezia | 0 | 0 | 1 | 1 |
| 13° | Norvegia | 0 | 0 | 1 | 1 |
| 13° | Danimarca | 0 | 0 | 1 | 1 |
| 13° | Germania | 0 | 0 | 1 | 1 |
Per l’Italia oltre alle 5 medaglie complessive sono arrivati anche altri 9 piazzamenti in top ten.
Resoconto e statistiche delle edizioni precedenti
Come sono andate le ultime tre edizioni dei Mondiali di Ciclismo? Rivivi le emozioni delle gare riservate agli uomini élite cliccando sulla riga interessata:
- Mondiali Ciclismo 2023: vittoria di Mathieu Van der Poel (Paesi Bassi)
- Mondiali Ciclismo 2024: vittoria di Tadej Pogacar (Slovenia)
- Mondiali Ciclismo 2025: bis vincente di Tadej Pogacar (Slovenia)
Le 36 corse World Tour 2026
La Vuelta di Spagna è la ventinovesima tra le 36 corse World Tour 2026, la tredicesima a tappe. Ecco la lista di tutte le gare del principale circuito UCI, con le date di riferimento e le nazioni in cui si svolgono. Accanto a quelle che si sono disputate c’è anche il nome del vincitore con la possibilità, cliccando sulla riga interessata, di ripercorrere le relative statistiche.
- dal 20 al 25 gennaio: Tour Down Under (Australia) – vincitore JAY VINE (Australia)
- 1° febbraio : Cadel Evans Great Ocean Road Race (Australia) – vincitore TOBIAS LUND ANDRESEN (Danimarca).
- dal 16 al 22 febbraio: UAE Tour (Emirati Arabi Uniti) – vincitore ISAAC DEL TORO (Messico)
- 28 febbraio: Omloop Het Nieuwsblad (Belgio) – vincitore MATHIEU VAN DER POEL (Olanda)
- 7 marzo: Strade Bianche (Italia) – vincitore TADEJ POGACAR (Slovenia)
- dall’8 al 15 marzo: Parigi-Nizza (Francia) – vincitore JONAS VINGEGAARD (Danimarca)
- dal 9 al 15 marzo: Tirreno-Adriatico (Italia) – vincitore ISAAC DEL TORO (Messico)
- 21 marzo: Milano-Sanremo (Italia) – vincitore TADEJ POGACAR (Slovenia)
- dal 23 al 29 marzo: Volta a Catalunya (Spagna) – vincitore JONAS VINGEGAARD (Danimarca)
- 25 marzo: Ronde Van Brugge (Belgio) – vincitore DYLAN GROENEWEGEN (Paesi Bassi)
- 27 marzo: E3 Saxo Classic (Belgio) – vincitore MATHIEU VAN DER POEL (Paesi Bassi)
- 29 marzo: Gand-Wevelgem (Belgio) – vincitore JASPER PHILIPSEN (Belgio)
- 1° aprile: Dwars door Vlaanderen (Belgio) – vincitore FILIPPO GANNA (ITALIA)
- 5 aprile: Giro delle Fiandre (Belgio) – vincitore TADEJ POGACAR (Slovenia)
- dal 6 all’11 aprile: Giro dei Paesi Baschi (Spagna) – vincitore PAUL SEIXAS (Francia)
- 12 aprile: Parigi-Roubaix (Francia) – vincitore WOUT VAN AERT (Belgio)
- 19 aprile: Amstel Gold Race (Olanda) – vincitore REMCO EVENEPOEL (Belgio)
- 22 aprile: Freccia Vallone (Belgio) – vincitore PAUL SEIXAS (Francia)
- 26 aprile: Liegi-Bastogne-Liegi (Belgio) – vincitore TADEJ POGACAR (Slovenia)
- dal 28 aprile al 3 maggio: Tour de Romandie (Svizzera) – vincitore TADEJ POGACAR (Slovenia)
- 1° maggio: Eschborn – Francoforte (Germania) – vincitore GEORG ZIMMERMANN (Germania)
- dall’8 al 31 maggio: Giro d’Italia (Italia) – vincitore JONAS VINGEGAARD (Danimarca)
- dal 7 al 14 giugno: Tour Auvergne – Rhône-Alpes / Giro del Delfinato (Francia) – vincitore ISAAC DEL TORO (Messico)
- 14 giugno: Copenaghen Classic (Danimarca) – vincitore JASPER PHILIPSEN (Belgio)
- dal 17 al 21 giugno: Giro di Svizzera (Svizzera) – vincitore TADEJ POGACAR (Slovenia)
- dal 4 al 26 luglio: Tour de France (Francia) – vincitore TADEJ POGACAR (Slovenia)
- 1° agosto: Classica San Sebastian (Spagna) – vincitore REMCO EVENEPOEL (Belgio)
- dal 3 al 9 agosto: Giro di Polonia (Polonia) – vincitore MARCO BRENNER (Germania)
- 16 agosto: Cyclassics Hamburg ex BEMER Cyclassic (Germania) – vincitore PAUL MAGNIER (Francia)
- dal 19 al 23 agosto: Renewi Tour (Belgio, Olanda) – vincitore JASPER PHILIPSEN (Belgio)
- dal 22 agosto all’11 settembre: Vuelta di Spagna (Spagna) – vincitore ENRIC MAS (Spagna)
- 30 agosto: Bretagne Classic (Francia) – vincitore ALEX ARANBURU (Spagna)
- 11 settembre: GP de Québec (Canada) – vincitore REMCO EVENEPOEL (Belgio)
- 13 settembre: GP de Montréal (Canada) – vincitore ISAAC DEL TORO (Messico)
- 10 ottobre: Giro di Lombardia (Italia)
- dal 13 al 18 ottobre: Tour of Guangxi (Cina)


