Buitrago show sulle Tre Cime di Lavaredo, tappa simbolo del Giro 2023

Santiago Buitrago ha vinto la diciannovesima tappa, Geraint Thomas ha perso 3” da Roglic ma resta in rosa alla vigilia della crono decisiva del Giro.

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Buitrago re delle Tre Cime di Lavaredo

La tappa più attesa del Giro d’Italia 2023 ha premiato ancora i fuggitivi di giornata e non ha emesso verdetti definitivi in chiave trionfo finale. A primeggiare sulle Tre Cime di Lavaredo è stato il colombiano Santiago Buitrago che ha gestito con sagacia tattica la situazione ricucendo lo strappo rispetto a Derek Gee e superandolo nel tratto più duro della leggendaria ascesa, involandosi poi verso il traguardo. Successo prestigioso e meritato per il forte sudamericano classe 1999 che si è confermato scalatore sublime, precedendo di 51” il sempre coraggioso ciclista canadese.

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Sul terzo gradino del podio a 1’46” il danese Magnus Cort Nielsen che ha preceduto Primoz Roglic, primo tra i big in questo tappone dolomitico. Lo sloveno ha allungato nel finale, ha perso leggermente contatto quando la maglia rosa Geraint Thomas ha rilanciato, ma sul rettilineo conclusivo ha trovato la forza per superare e staccare di 3” il britannico. Leggera difficoltà per il portoghese Joao Almeida, giunto a 23” da Roglic assieme all’azzurro Damiano Caruso e all’olandese Thymen Arensman (che prima aveva lavorato per Thomas).

Buona la tenuta del francese Pinot (9° a 2’16”) e del colombiano Rubio (10° a 2’26”), mentre qualcosa in più hanno lasciato per strada l’irlandese Dunbar (13° a 3’03” e a 1’17” da Roglic), il norvegese Leknessund (16° a 3’10”) e il tedesco Kämna (18° a 3’16”).

Thomas perde 3” ma resta in rosa

Geraint Thomas ha mantenuto la maglia rosa e alla vigilia della cronoscalata del Monte Lussari comanda la classifica con 26” su Roglic. A 59” Almeida, a 4’11” Caruso, a 4’53” Dunbar, a 5’10” Pinot, a 5’13” Arensman, a 5’54” Kämna e a 6’08” Leknessund. A contendersi il successo finale al Giro 2023 saranno il britannico e lo sloveno, considerando che per Almeida recuperare un minuto sembra davvero impossibile. Per gli altri, da Caruso in poi quindi, podio ormai fuori dalla portata.

Grazie ai fuggitivi, anima del Giro 2023

La sfida di oggi non ha dissipato i dubbi sull’esito finale della corsa rosa. I big infatti hanno aspettato il finale per muoversi (nemmeno con troppa convinzione tra l’altro) e i distacchi sono stati contenuti, dimostrazione lampante di un equilibrio sostanziale e probabilmente anche di poco coraggio. Domani sarà il giorno della resa dei conti, in una cronoscalata che si annuncia complicata ed incerta.

Oggi a fare festa è stato Santiago Buitrago. Onore a lui e a tutti quei corridori che in queste 19 frazioni hanno animato le fughe tenendo vivo l’interesse per il Giro. Perché, inutile negarlo, dai corridori che lottano per il successo finale anche oggi era lecito attendersi molto di più, nel contenere il distacco dai fuggitivi e nel fronteggiarsi a viso aperto.

Buitrago al bis dopo il sigillo del 2022

Santiago Buitrago ha conquistato il primo successo stagionale ed ha festeggiato la seconda affermazione in carriera al Giro d’Italia, bissando quella ottenuta nella scorsa edizione a Lavaredo. Lo scalatore colombiano è il quarto tra i vincitori di tappa della corsa rosa 2023 che negli anni passati aveva già centrato trionfi parziali al Giro. Prima di lui ci erano riusciti il tedesco Ackermann, l’australiano Matthews e l’italiano Dainese.

Con il trionfo odierno di Buitrago la Colombia ha portato a due le vittorie di questa edizione (in precedenza Rubio a Crans Montana) e a 34 quelle ottenute in totale nella storia della corsa rosa (26 nel nuovo millennio). Per la nazione sudamericana è maturato tra l’altro il 6° sigillo stagionale in gare UCI World Tour.

Le altre curiosità di giornata

Con il 7° posto odierno di Damiano Caruso i piazzamenti in top ten dei corridori azzurri nelle 19 frazioni del Giro d’Italia fin qui disputate sono diventati 60 (comprese le affermazioni di Milan, Bais, Dainese e Zana), mentre il britannico Thomas è salito a 8 giorni in maglia rosa.

Solo applausi per il canadese Derek Gee che ha ottenuto il quarto secondo posto di questa edizione dopo quelli di Fossombrone, Viareggio e Cassano Magnago (sei i piazzamenti tra i migliori dieci contando anche i quarti posti di Crans Montana e Val di Zoldo) confermando pur senza vittorie di tappa uno dei protagonisti assoluti. Per la Colombia grazie a Buitrago e Rubio i piazzamenti in top ten al Giro 2023 sono diventati 8.


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